Valentina | Team Building Maidire

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Storie di successo – Team building Funny Dub cliente P&G

Questo è un evento di formazione esperienziale e team building che abbiamo organizzato nel 2017 nella sede Procter & Gamble di Roma. E questo mi porta a fare subito una riflessione, un evento di team building non deve essere necessariamente organizzato in una struttura esterna. Indubbiamente se si ha la possibilità è preferibile per mille motivi abbandonare la scenografia nella quale siamo abituati ad operare ogni giorno, ma se in quel preciso momento ho un budget limitato, è possibile tranquillamente ottenere gli stessi benefici che la formazione esperienziale offre, senza allontanarsi dall’ufficio.

Torniamo ora al racconto di questo evento molto divertente.
Il briefing da parte del cliente è stato molto chiaro: vogliamo organizzare un team building in cui emerga il tema del cambiamento, che abbia una forte connotazione aziendale, che sia creativo ed in cui ci sia una divisione ben precisa dei ruoli. Funny Dub risponde a tutte queste caratteristiche.

Il gruppo era composto da circa 18 partecipanti, sono stati divisi in 2 squadre ed affidati a due trainer esperti del mondo cinematografico e montaggio video. Ogni team aveva un obiettivo ben preciso: riscrivere i dialoghi di alcune scene di un film molto famoso e doppiarle.
Ogni squadra dopo aver visionato le scene del film a disposizione, ha creato una storia su base aziendale e ha quindi riscritto i dialoghi in modo che tempi, espressioni facciali, movimenti degli attori e contesto, si adattassero perfettamente ai nuovi testi. Ogni partecipante ha trovato un ruolo all’interno del team e del film ed è stato veramente divertente ed interessante anche dal punto di vista formativo, vedere come questo processo si è sviluppato. Dopo la prima parte progettuale, i partecipanti con il supporto dei trainer hanno potuto interpretare le scene esattamente come fanno i nostri doppiatori impegnati nel cinema. Una volta montati i dialoghi sulle scene originali e proiettato i filmati, abbiamo assistito ad un’esplosione di ilarità e soddisfazione da parte di tutti i partecipanti che hanno mostrato un grande entusiasmo per entrambi i lavori.

I due video resteranno un ricordo direi indelebile nella memoria di questo team che ha sperimentato in maniera diretta e divertente il lavoro di team in un contesto molto lontano dalla loro routine lavorativa. Cambiamento, creatività, divisione e rispetto dei ruoli, cooperazione e sana competizione, sono stati gli ingredienti di questa storia di un team building di successo.

Funny Dub team building è disponibile sia in versione in presenza che online, scrivici o chiamaci per saperne di più.

Team Building di successo: Axa sceglie We-Fit

#wellnessatwork

Comprendere il benessere umano è uno degli obiettivi più importanti della scienza psicologica e lo è per una buona ragione: la maggior parte degli esseri umani vuole sentirsi bene, evitare di star male ed essere libera da malattie. I ricercatori quindi sono da sempre desiderosi di comprendere i fattori psicologici, biologici e ambientali che influenzano il benessere di una persona.

Il benessere in ogni caso personale e, per definizione, soggettivo. Le persone differiscono per ciò che apprezzano, ciò per cui lottano e da cui traggono significato. Ognuno di noi possiede una complessa serie di convinzioni sul benessere che sono radicate nelle nostre esperienze personali, valori e contesto culturale.

Il benessere può essere quindi definito come uno stato che coinvolge tutti gli aspetti dell’esere umano e caratterizza la qualità della vita di ogni persona come singolo o come comunità. Il benessere può essere considerato come il miglior equilibrio possibile tra piano biologico, psichico e sociale della persona.

Il concetto di benessere è tuttavia molto dinamico, l’uomo è alla continua ricerca di questo equilibrio che può venire a mancare con il tempo ed il modificarsi di alcune situazioni o condizioni. Anche all’interno del contesto lavorativo la ricerca di questo equilibrio è oggetto di continui studi da parte di scienziati ed interesse da parte di chi si occupa di risorse umane. E’ proprio in questo scenario che si pone il progetto di formazione esperienziale interamente dedicato allo sviluppo della cultura del benessere in azienda.

Il format di team building a cui è stato dato il nome di “WeFit” è stato progettato per infondere nei partecipanti la cultura del benessere intesa come corretta e più responsabile scelta dei cibi e capacità di progettare ed eseguire una corretta routine di movimenti giornalieri al fine di instaurare o mantenere uno stato di salute ottimale. Le due dimensioni su cui si va ad agire, alimentazione ed attività fisica, si integrano perfettamente nel contesto lavorativo e concorrono a definire lo stato di salute della persona.

Siamo veramente consapevoli delle conseguenze della nostra alimentazione sull’ambiente?

Le persone oggi possono sfruttare il loro potere d’acquisto per incidere sui metodi di distribuzione e produzione alimentare e concorrere ad una sostenibilità dal punto di vista ambientale (preservando gli ecosistemi), economico (generare posti di lavoro) e socio-economico (equo accesso ai diritti fondamentali).

Attualmente l’inattività fisica è identificata a livello globale come il quarto più importante fattore di rischio per la mortalità.

  • Circa 3,2 milioni di persone muoiono ogni anno a causa dell’inattività fisica.
  • L’inattività fisica è un fattore di rischio fondamentale per le malattie non trasmissibili, quali le patologie cardiovascolari, i tumori e il diabete.
  • L’attività fisica apporta benefici significativi alla salute e contribuisce a prevenire le malattie non trasmissibili.
  • Nel mondo, un adulto su tre non è sufficientemente attivo.
  • Nel 56% degli Stati membri dell’OMS sono in atto politiche per contrastare l’inattività fisica.
  • Gli Stati membri dell’OMS hanno concordato di ridurre del 10% l’inattività fisica entro il 2025.

Questi sono i dati ufficiali dell’OMS ed è sulla base di tutte queste premesse che è stata sviluppato questo progetto di formazione esperienziale e team building.

Svolgimento del team building

150 dipendenti di Axa sono stati divisi in 7 squadre. Ad ogni team è stato affidato un trainer e un budget con il quale era possibile acquistare degli ingredienti utili a comporre il menu di una giornata tipo. Il menu doveva rispettare alcuni parametri ben precisi, a questo proposito, ad ogni alimento era stato un punteggio specifico ottenuto sulla base della di macronutrienti e percentuale di sostenibilità. La prima parte dell’attività era quindi dedicata all’educazione alimentare mentre la seconda parte all’attività fisica. In questa fase i partecipanti dovevano creare una workout routine della durata di 1 min. circa che potesse essere ripetuta ogni giorno da chiunque, senza particolari doti fisiche. Questo allenamento doveva inoltre coinvolgere il maggior numero di muscoli ed essere ovviamente creativo e a tempo di musica. I punteggi ottenuti da ogni team nelle due fasi, sono stati sommati per ottenere quello finale utile a stilare una vera e propria classifica.

Questo tipo di formazione esperienziale oltre ad avere elementi ludici quali gioco e competizione, può essere considerato un team building progresso perchè tratta problemi civili ed educativi, che assolvono alla doppia funzione di “fare squadra“, lavorando in un contesto extra lavorativo e “trattare tematiche sociali” come una campagna di sensibilizzazione.

Questo format di team building è attualmente disponibile sia in presenza che online. Scrivici o chiamaci per organizzare nella tua azienda una campagna di informazione e sensibilizzazione sul benessere.

#Wefitteambuilding
#Wellnessatwork

Non riesci a dormire? Sei poco motivato? Forse sei affetto da Nomophobia.

Source: marymarkevich

Uno studio americano recentemente effettuato su un campione di 327 studenti universitari, ha stabilito una stretta correlazione tra nomofobia e disturbi del sonno. La #nomophobia che sta per “no mobile phone phobia” è uno stato ansioso generato dalla paura di restare senza cellulare ad esempio esaurendo la batteria,  il credito residuo o restare senza copertura di rete.

Nel 2012 si è stimato che il 77% di ragazzi tra i 18 e i 24 anni fosse affetto da nomofobia.

Vista la diffusione del problema, gli esperti hanno quindi raccomandato di limitare l’uso del telefonino nelle ore che precedono il sonno ma per tutti quelli che sono affetti da questa fobia, la paura di allontanarsi dal cellulare può di fatto aumentare l’ansia e disturbare il sonno anziché migliorarlo.

Questo recentissimo studio, (parliamo di maggio 2020) condotto da Jennifer Peszka professore di psicologia all’Hendrix College di Conway, in Arkansas, ha quindi voluto porre l’attenzione sull’uso del cellulare nelle 2 ore precedenti il sonno concludendo che la nomofobia era presente, in forma lieve/moderata/grave nel 89% degli studenti. Un dato in grande crescita se pensiamo a quel 77% individuato nel 2012.

Inoltre una maggiore gravità della nomofobia è correlata ad una maggiore sonnolenza diurna, diminuzione della motivazione e comportamenti di igiene del sonno disadattivi. Con igiene del sonno, si intendono comportamenti che fisiologicamente favoriscono un buon sonno.

A tutto questo dobbiamo aggiungere che nel contesto attuale, a causa del Covid-19, la tecnologia è di fatto un’arma a doppio taglio visto che al momento è l’unico mezzo che bambini ed adolescenti hanno per imparare.

Concludendo possiamo dire che anche se eravamo già consapevoli dei rischi derivanti da un uso sconsiderato del telefonino e della reale possibilità che questo si tramuti in una vera e propria dipendenza, questa ricerca ci offre un motivo  in più per farne un uso più responsabile, specialmente se gli utilizzatori sono adolescenti.

Fonte: No Mobile Phone’ Phobia Tied to Sleep Problems in College Kids – Medscape – Sep 03, 2020

Cerchi l’idea giusta per il team building di Natale?

social team building

social team building

 

Stai cercando l’idea giusta per il tanto atteso team building natalizio? Abbiamo un bel progetto, chiavi in mano, che aspetta solo di essere realizzato. Roma, Natale 2018. Una casa famiglia che ospita minori vittime di fenomeni di abuso, violenza e abbandono, ha bisogno di alcuni lavori di ristrutturazione. Cosa aspetti? E’ un ottimo pretesto per fare squadra, lavorare tutti insieme e fare del bene a chi ne ha veramente bisogno. Chiamaci per maggiori info 800.86.46.16

La formazione esperienziale – perchè funziona davvero

Ciò che dobbiamo imparare a fare, lo impariamo facendolo” cosi Aristotele, già ai tempi dell’antica Grecia, ci dava questo importante spunto di riflessione.

Una volta l’apprendimento era sinomino di nozioni imparate a memoria, senza alcun coinvolgimento diretto da parte di chi si trovava nei panni dello studente, o comunque di chi deve assimilare determinati concetti.
Moltissimi studi che si sono susseguiti nel tempo, fino ai giorni nostri, hanno dimostrato che l’apprendimento nell’essere umano, avviene grazie all’esperienza diretta, il coinvolgimento fisico ed emotivo facilita infatti l’attenzione e la memoria.

Come avviene il processo di apprendimento nell’esperienza diretta?

Il processo di apprendimento in questa tipologia di formazione, segue un ciclo circolare ben preciso.
La prima fase è appunto l’esperienza diretta, in cui il soggetto è personalmente coinvolto e non sta ricevendo passivamente delle informazioni che dovrà mnemonicamente ricordare. Giochi e simulazioni sono infatti alla base di questa prima fase.
Dopo l’esperienza, è veramente fondamentale, effettuare una riflessione su ciò che si è vissuto. Per questo, al termine di ogni attività di team building, è sempre consigliato avviare un processo di debriefing. Ogni partecipante dovrà condividere con il trainer  le sensazioni vissute ed analizzare i comportamenti adottati. In caso di gruppi numerosi, questo processo può essere fatto come team e non come singolo. Una volta compresi ed interpretati gli eventi, possiamo individuare una fase in cui vengono schematizzati concetti e abilità.
Infine, queste teorie e concetti vengono testati in vari ambienti, personale o lavorativo dal quale viene generata una nuova esperienza. E da qui, il ciclo riparte.

Questo approccio è valido solamente nei contesti aziendali?

Questo tipo di approccio è utilizzato moltissimo e direi in maniera crescente, dalle aziende di tutto il mondo ma in realtà, le competenze che si apprendono cosi come il modo di pensare che si sviluppa, può essere applicato anche alla vita di tutti i giorni. Le nostre idee, si modificano ogni volta che viviamo un’esperienza e che questa ci insegna qualcosa. Superare un ostacolo, trovarsi di fronte ad una situazione nuova e sconosciuta, stimola la nostra capacità di riflettere e ci rende predisposti all’apprendimento.

In conclusione, abbiamo brevemente analizzato le dinamiche che portano il nostro cervello ad apprendere determinati concetti e competenze, tassativamente richiesti nel mondo del lavoro ma molto utili anche nella vita privata.

 

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